I commenti dei premiati 2013

I commenti dei premiati 2013

Ecco le dichiarazioni di alcuni dei premiati della prima edizione di “Football Leader”:

Aurelio De Laurentiis, Presidente del Napoli – Premio “Financial Fair Play Reggia Travel”
«Il fair play finanziario è un tema che premia tanto, ringrazio per il riconoscimento ricevuto. L’Hotel Saraceno è bellissimo, sarà mia cura andarci. Frequento molto quella zona. Questo premio mi piace perché nella menzione è innovativo. Io lo sono stato sin dall’inizio: ho applicato la mia cultura dell’impresa, che mi ha guidato nella mia vita, in un mondo complicatissimo come quello del cinema. Ho avuto l’opportunità di ricominciare da zero con il fallimento: ho svolto una sorta di tirocinio, quasi un supermaster universitario, fatto con grande umiltà a partire dalla Serie C, che è stata educativa. La Serie B è stata una passeggiata di salute, una corsa con Juventus e Genoa. In Serie A abbiamo ricominciato daccapo. Nei primi anni di C abbiamo perso molto denaro, ma dalla B siamo stati sempre in equilibrio con il fair play finanziario. Il Bayern Monaco mi ha sempre detto che non spende tanto per i calciatori, non dà stipendi arabi o russi. Hanno rispettato questa regola e hanno vinto la Champions League. Ovviamente, hanno un fatturato molto più alto rispetto al nostro, che comunque è positivo, e per questo devo ringraziare i tifosi, spettatori dello stadio reale e virtuale».

Walter Mazzarri, allenatore del Napoli – Premio “Europa Leader”
«Sono onorato di aver ricevuto questo ambito premio, un riconoscimento importante proprio perché assegnato da una giuria di prestigio e da giornalisti stranieri. Per me è un motivo di grande soddisfazione, perché è un tributo a quello che abbiamo fatto con il Napoli in 4 anni, qualcosa di straordinario. Questo premio lo condivido con i calciatori, gli artefici di questi successi».
Sui momenti più emozionanti in Champions ed Europa League: «Sono stati diversi e tanti. L’esordio in Champions con il City è stato unico, proprio perché era la prima volta per tutti noi, c’era il pathos, sussistevano diverse incognite. Da ricordare anche la gara col Bayern in casa, vista la portata degli avversari, e poi, certo, anche la vittoria con il Chelsea. Ancora mi rammarico per il gol mancato da Maggio: con il 4-1 avremmo forse chiuso i conti della qualificazione. Ce ne sono state anche altre, per esempio la rimonta con la Steaua Bucarest da 0-3 a 3-3».
Sul “suo” 3-5-2 che ha fatto proseliti a livello internazionale: «Mi fa piacere. È uno schema che ha, per esempio, consentito alla Juventus di vincere per due anni consecutivi lo scudetto. Resta un modulo attuale, penso di non cambiarlo. Ovvero, finché funziona va bene così…».
Sull’addio al Napoli: «Se mi manca già Napoli? Non mi mettete in imbarazzo. Di recente ho svuotato gli armadietti, mi è venuta una stretta al cuore, avverto emozione, meglio non parlarne. Ringrazio i tifosi del Napoli, spero di averli salutati nel modo migliore, ovvero dando il meglio in 4 anni di esperienza. Mi hanno riempito d’affetto, che spero di aver contraccambiato con i risultati che ho ottenuto. Ora però meglio guardare avanti…».

Eusebio Di Francesco, allenatore del Sassuolo – Premio “The First”
«Essere premiato dai miei colleghi è una grande soddisfazione. Con il Sassuolo è stata una stagione davvero fantastica, ricca di emozioni e soddisfazioni. Ora con il salto di categoria c’è bisogno di un buon mix di giocatori esperti e giovani di talento. Il campionato di Serie A sarà sicuramente duro, ma come si dice “rispetto per tutti, paura di nessuno”. Non credo di cambiare il mio 4-3-3. Berardi è cercato da molti club, è un ragazzo che merita, ma farebbe bene a restare un altro anno con una piccola squadra».
Sulle panchine del massimo campionato italiano: «C’è stato un bel valzer di nomi. L’esperienza che più mi intriga è quella di Mazzarri all’Inter. Conosco Walter dai tempi dell’Empoli e non ha mai fallito. L’Inter aveva bisogno di uno come lui. Il Napoli ha preso Benitez per fare il salto di qualità. È un allenatore che stimo tanto, è il tecnico spagnolo che ha la mentalità più europea. Ha una grande personalità e poi c’è da aggiungere che è anche un ottimo manager».
Sul figlio: «È un ragazzo che vive con un cognome pesante. Verrà sempre paragonato a suo padre e questo non è semplice. Deve essere forte, soprattutto con la testa».
Sui suoi sogni: «Sicuramente ho l’ambizione di crescere e migliorare, bisogna però prima fare bene dove c’è la possibilità di lavorare serenamente».

Daniele Conti, capitano del Cagliari – Premio “Leader in campo”
«Sono molto orgoglioso di ritirare questo premio. Un riconoscimento di grande prestigio, anche perché mi viene attribuito dall’Assoallenatori. Da anni ho sposato la causa Cagliari e non me ne sono mai pentito».

Lorenzo Insigne, attaccante del Napoli – Premio “Leader Under 21”
«Ringrazio tutti gli allenatori per avermi votato, in particolare Renzo Ulivieri, il quale ha speso belle parole nei miei confronti. È un premio molto prestigioso, perché per un giovane non è facile emergere in una piazza importante di Serie A. Sono grato a Mazzarri ed a tutta la squadra per avermi dato fiducia, oltre che la possibilità di mettermi in mostra. Il premio lo condivido, quindi, con i miei compagni e con il mister, che mi ha dato modo di esprimermi come volevo».

Pierpaolo Marino, Direttore Generale dell’Atalanta – Premio “Scouting Leader”
«Sono onorato. Devo condividere questo prestigioso premio con tutti i miei collaboratori: nella scoperta di talenti e di giovani è essenziale il lavoro d’equipe».

Sandro Mencucci, Amministratore Delegato della Fiorentina – Premio “Leader Fair Play” (assegnato alla Fiorentina)
«Questo premio Fair Play ci inorgoglisce. Rende merito alle tante iniziative di solidarietà che portiamo avanti, a partire da “Save the Children”. Ringrazio gli allenatori che ci hanno votato, questa kermesse è di alto profilo».



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